Le Monete romane. L’aspetto economico.
Per tutto il periodo monarchico (753 -509 a.C.) e parte del periodo repubblicano (509-31 a.C.), il commercio romano si basava su una forma di baratto che sfruttava barre di bronzo come mezzo di scambio sui quali veniva riportato il valore del lingotto stesso: gli aes signatum. Con l'avvio dei commerci su mare attorno al 335 a.C., venne introdotta la prima moneta: l'aes grave o aes librale (asse librale) del peso di 273 g, passando poi ad una libra romana (373 g). Multipli dell'asse furono il dupondio (2 assi), il tripondio (3 assi) ed il decusse (10 assi). Frazioni dell'asse furono il semisse (1/2 asse), il triente (1/3 di asse), il quadrante (1/4 di asse), il sestante (1/6 di asse) e l'oncia (1/12 di asse). Il valore dell'asse conobbe una progressiva diminuzione, acquisendo via via il valore delle sue frazioni, con 1/2 libra romana nel 286 a.C., 1/6 di libra nel 268 a.C., 1 oncia (cioè 1/72 di libra) nel 217 a.C. e 1/2 oncia nell'89 a.C.
La moneta che costituì l'ossatura dell'economia romana fu il denario (moneta d' argento), coniato nel 211 a.C. con valore di 10 assi.
La prima riforma monetaria fu quella di Augusto del 15 a.C. Una nuova riforma monetaria venne introdotta  nel 65 d.C. da Nerone. Questa riforma fu annullata da Domiziano, ma reintrodotta da Traiano. Nel 215 d.C. si ebbe un'ulteriore riforma per opera dell'imperatore Caracalla. Tra il 272 d.C. ed 275 d.C. Aureliano riformò nuovamente il sistema monetario romano. Nuova riforma fu quella di Diocleziano. Ultima riforma dell'impero romano fu quella di Costantino nel 310, che si rifaceva al sistema bimetallico di Augusto.

Le monete romane. L’aspetto esteriore.
Fino alla fine del periodo repubblicano le monete romane erano prive di qualsiasi iscrizione. Sul dritto erano rappresentati personaggi quali Marte, Mercurio, Giove, Ercole, Apollo, Giano, la testa di Roma, i Dioscuri, Diana e sul retro figure come la prua di nave, la spiga, la serpe, protome di cavallo, il sole, la stella raggiante, cavallo scalciante, conchiglia, il caduceo, il chicco d’orzo, la ruota a sei raggi, il delfino. Il periodo imperiale è caratterizzato, sul dritto, dal volto o il busto dell’imperatore e da una fantasia scatenata per il rovescio. dove vediamo rappresentati: l’aquila sulla folgore, il cittadino nell’atto di votare, Giove su quadriga, la luna su biga, cinghiale colpito da una freccia, contadino che sospinge i buoi, Ercole che strozza il leone, Ulisse riconosciuto da Argo, coccodrillo legato ad una palma, Perseo e i suoi due figli, il Genio di Roma, Giunone seduta in un tempio, la lupa che allatta Romolo e Remo, Minerva con civetta, asta e scudo, la Fortuna seduta con timone e cornucopia e chi più ne ha viste più ne descriva.