Profilo di un Savoia Marchetti SM.79 equipaggiato con quattro mitragliatrici Breda-S.A.F.A.T da 7,7 mm e una mitragliatrice da 12,7 mm
Durante la seconda guerra mondiale i bombardieri e ricognitori a lungo raggio della Regia Aeronautica erano dotati di mitragliatrici Breda-SAFAT da 7,7 mm (e 12,7 mm) nate dalla collaborazione della Breda Meccanica Bresciana e della S.A.F.A.T (Società Anonima Fabbrica Armi Torino).
La mitragliatrice Breda-S.A.F.A.T. calibro 7,7 mm aveva una cadenza di tiro di 800/900 colpi minuto, con una velocità iniziale del proiettile di 720 metri/secondo, la canna con 6 righe destrorse e le cartucce confezionate in nastri da 500 unità. La normale sequenza dei proiettili inseriti nel caricatore era 2 in piombo, 1 tracciante, 1 perforante e 1 esplosiva. I proiettili traccianti/incendiari e esplosivi erano considerati molto efficaci.
Per migliorare l’efficienza del tiro della mitragliatrice Breda-S.A.F.A.T. 7.7 montata sugli aerei in volo venne realizzato un Congegno di Puntanto specifico per l’arma realizzato dalla Società Aeronautica Italiana.
Il 21 novembre 1936 il Ministero dell'Aeronautica, Direzione Generale delle Costruzioni ed Approvvigionamenti pubblicò, con la specifica DA NON DIVULGARE, il manuale:
Congegno di Puntamento Mod. I. 2 - tipo B per Arma S.A.F.A.T. calibro 7.7
Descrizione e istruzione per il montaggio e la regolazione
PARTE PRIMA. TEORIA e DESCRIZIONE.
Teoria generale.
Sparando con una arma da fuoco da un aeroplano, i proiettili hanno una velocità iniziale la cui direzione risulta dalla composizione dei due vettori seguenti:
- velocità iniziale dovuta alla tensione dei gas della carica di esplosivo;
- velocità dell’apparecchio tiratore.
Significa cioè che i proietti subiscono nel tito uno spostamento nel senso della velocità dell’aerolano tiratore.
Per colpire un bersaglio bisogna tener conto di questo spostamento e la teoria del tiro aereo insegna che il modo più efficace per far ciò è quello di servirsi di una linea di tiro mobile determinata da una tacca di mira fissa e da un mirino mobile, il quale in ogni istante deve trovarsi in posizione tale che il segmento costituito dal mirino fisso (quello della linea di mira naturale per i tiri da fermo) e dal mirino mobile deve essere sempre parallelo e nello stesso senso della velocità dell’aeroplano tiratore.
Questo segmento dicesi vettore di correzione tiratore e la sua grandezza, come insegna la teoria, è collegata agli elementi del tiro dalla seguente formula:

dove:
s = vettore di correzione tiratore (espresso in millimetri)
d = distanza fra i punti di mira della linea di mira naturale del correttore sull’arma (espressa in millimetri)
Vt = velocità dell’aeroplano tiratore (in metri al secondo)
V0= velocità iniziale del proietto dovuto alla carica di esplosivo (in metri al secondo).
impiegando una data arma, quindi per un dato di O0, e usando un determinato vettore di correzione s, per ogni velocità Vt dell’apparecchio tiratore si ricava il valore d che soddisfa alla (1). Anzi valendosi della (1) si stabilisce una graduazione che fa corrispondere ad ogni valore di Vt la relativa distanza d.
Per il parallelismo del vettore di correzione s, che, come abbiamo detto, deve essere sempre parallelo a Vt e diretto nello stesso senso, esso viene effettuato, generalmente, in modo automatico e precisamente per l’azione che il moto relativo dell’aria esercita su speciali impennaggi di un congegno portante, il mirino mobile, congegno che costituisce appunto il correttore tiratore.
Descrizione del correttore Mod. I. 2. Tavola I, II e III
a) l’anello interno (3) con i suoi complementi;
b) l’archetto (10) con le altre parte solidali.
a) l’anello interno (3) ha la possibilità di ruotare nel suo piano entro l’anello esterno (1), il quale. mediante la sua appendice (2) può essere calettato ad un supporto (7) rigido con la canna dell’arma e posto nella parte più prossima alla bocca di sparo. La rotazione dolce è assicurata da un congruo numero di sfere (6) interposte fra i due anelli e introdottevi attraverso un foro dell’appendice (2) chiuso poi dal tappo fissato al supporto (7). I due anelli costituiscono così nel loro complesso una specie di cuscinetto a sfere. Solidali con l’anello interno (3) sono due alette inclinate (4) la cui inclinazione le fa convergere verso il centro C dell’anello. Il peso di queste due alette crea un movimento rispetto al centro C, il quale viene annullato con opportuni alleggerimenti praticati sul semicerchio a cui sono state fissate le alette, in modo che l’anello interno (4) risulti in equilibrio indifferentemente rispetto all’asse passante per C e normale al piano dell’anello.
Sempre solidali con l’anello (3) sono due appendici (5), poste in posizione simmetrica rispetto all’asse x-x e quindi rispetto alle alette (4) poste una per parte ad ugual distanza dall’asse stesso. Risulta quindi che l’asse y-y delle due appendici (5) è normale all’asse x-x.
b) L’archetto (10) porta solidali il mirino il mirino (11) e gl’impennaggi (9). Il mirino (11) giace col suo centro sull’asse x-x alla distanza s dal centro C. Gl’impennaggi (9), fissati all’archetto (10), sono messi in posizione simmetrica rispetto all’asse x-x e dalla parte opposta al mirino (11), rispetto all’asse y-y. I due impennaggi (9) e di conseguenza l’archetto (10) ed il mirino (11) possono ruotare attorno al perno (8), coassiale all’asse y-y, che è calettato alle appendici (5) dell’anello (3). La rotazione dell’archetto consente quindi al mirino (11) di occupare tutte le posizioni della circonferenza avente per il raggio il raggio s e giacente nel piano passante per l’asse x-x e normale all’asse y-y.
La combinazione delle due rotazioni, quella dell’anello interno (3) e quella dell’archetto (10), fa assumere al mirino (11) una qualunque delle infinite posizioni sulla superficie sferica di raggio s.
Oltre il correttore propriamente detto, sull’arma sono anche installati: (vedi tavola IV e V) la tacca di mira (12) col suo gambo (13), l’indice (14), il dado conico (15) e il controdado di fissaggio (16) ad un profilato (17) che porta delle scale graduate in km/ora e m/sec. Il complesso della tacca di mira può quindi essere regolato a terra e fissato con l’indice in corrispondenza di una qualunque delle tacche della graduazione, corrispondenti alle varie velocità dell’aeroplano tiratore.
Come appare dalla tavola VI il correttore risulta fissato all’estremità anteriore della canna dell’arma in posizione tale per cui il piano degli anelli risulta normale all’asse della canna, mentre la tacca di mira risulta situata verso la radice della canna in una posizione prefissata della scala graduata sul profilato supporto.

Il correttore è paragonabile, nel suo movimento composto, ad un sistema cardanico. Infatti la parte mobile, costituita dal mirino (11), può orientarsi nello spazio in modo da poter occupare col suo centro tutte le posizioni di una superficie sferica avente per raggio la distanza fra il centro del mirino (11) ed il centro dell’anello interno (3). Vediamo come ciò avviene.
Il correttore è composto di due organi mobili che sono:




In un certo istante consideriamo la posizione dei seguenti tre piani passanti per il centro dei due anelli, ossia per la posizione del mirino C:
A= piano dei due anelli fisso (1) e mobile (3)
N= piano normale al piano A e contenente il vettore VR del moto relativo dell’aria rispetto al correttore.
M= piano dell’archetto (10) col quale è solidale il mirino mobile (11) e gli impennaggi (9).
L’intersezione fra i piani A ed N contiene la componente normale di VR nel piano degli anelli, componente che indicheremo con V’R. L’azione dell’aria secondo la componente V’R sulle alette (4) fa si che esse vengono a disporsi simmetricamente rispetto al piano N, il quale risulterà normale all’asse di rotazione y-y dell’archetto (10) e conterrà il mirino mobile mobile (11). D’altra parte l’azione dell’aria secondo la direzione VR (moto relativo) orienterà il piano dell’archetto (10) con l’arco in direzione contraria a VR ottenendi VR=-Vt. La direzione VR essendo contenuta tanto nel piano N che nel piano M risulterà determinata dalla loro intersezione e siccome i piani stessi contengono sia il mirino fisso C che quello mobile (11), il vettore correzione tiratore s giace secondo la velocità Vt dell’aereo tiratore.
Funzionamento del correttore in volo. Tavola VI

La Parte Seconda descrive le “Istruzioni per il montaggio sull’arma S.A.F.A.T. cal. 7,7 e per le regolazioni” suddiviso nei capitoli “ Montaggio del profilato porta tacca di mira regolabile”, “Montaggio del correttore”, “Regolazione dell’allineamento tacca di mira, correttore e bersaglio”, e
"Regolazione della tacca di mira per le diverse velocità dell’aeroplano tiratore:
Avuta dal pilota l’indicazione della velocità media dell’aeroplano tiratore, alla quale si presume di dover eseguire il tiro con la mitragliatrice, l’armiere dovrà eseguire le seguenti operazioni sulla tacca di mira
s) allentare il dado conico tenendo leggermente con due dita la tacca di mira in corrispondenza dell’anellino superiore;
t) spostare la tacca di mira avanzandola o arretrandola in modo che l’indice della piastrina cada sull’intaglio corrispondente alla velocità prefissata o in chilometri o in metri/secondo;
u) serrare a fondo il dado conico sul profilato, avendo l’avvertenza che nel serraglio la tacca di mira non si sposti dalla sua posizione di allineamento col mirino fissso del correttore.

La Parte Terza è riservata alla MANUTENZIONE con l’ “Ingrassaggio a terra”, “Pulitura per il funzionamento in volo” e il “Controllo”
ANGELO TREZZI, Novembre 2008