Saronno, la città degli amaretti
Geograficamente Saronno è al centro di un triangolo formato dalle città di Milano, Como e Varese. Negli anni sessanta Saronno era un’importante centro industriale con aziende produttrici di prestigio internazionali come la ditta Lazzaroni considerata la migliore produttrice al mondo di biscotti e amaretti, la I.L.V.A. prodruttrice del famoso liquore Amaretto di Saronno (ora DISARONNO), la celebratissima Isotta Fraschini-Breda, costruttrice di motori per treni e motori marini, La Mario Alberti per la costruzione di riscaldatori industriali Dravo, la De Angeli Frua azienda leader del settore tessile, La FIMI Phonola nella costruzione di radio e televisori, la Pozzi Richard-Ginori per la ceramica, la Antonio Parma per costruzione di casseforti e mobili in metallo per ufficio. Della ditta Parma segnaliamo la costruzione della cassaforte dove è custodita, nel Duomo di Monza, la preziosa Corona Ferrea e della cassaforte apribile che proteggeva l’altare d’oro della Basilica di S.Ambrogio di Milano.
La storia di Saronno è legata alla città di Milano. I Visconti acquisirono progressivamente numerose proprietà, circondarono il borgo con mura e nel 1355 Matteo II Visconti, vicario imperiale, signore di Milano eresse un castello con una rocca, stabilendovi la sua Corte. Matteo II, fuori dal borgo, vi realizzò un palazzo merlato per il suo soggiorno denominato casa Imperiale.
In questo palazzo Matteo II Visconti vi morì, non senza il sospetto di essere stato avvelenato dai fratelli Bernabò e Galeazzo. Galeazzo II Visconti, nellanno 1362, fece smantellare il castello, le mura e la Rocca di Saronno. Temeva che gli avventurieri inglesi presenti nello stato di Milano vi si stabilissero.
Sul finire del secolo, Ludovico Maria Sforza detto il Moro, appassionato di caccia, trascorreva parte del suo tempo presso la Casa Imperiale, in compagnia di una corte d’alto rango e della giovane Cecilia Gallerani.
Ludovico donò alla giovanissima Cecilia il feudo di Saronno firmando il decreto il 18 maggio 1491. Con questo atto Cecilia Gallerani, di cui Leonardo da Vinci raffigurò la sua delicata figura nel dipinto "la Dama con l’ermellino”, divenne la Contessa di Saronno.
Nel 1499 Ludovico venne sconfitto da Luigi XII re di Francia e il feudo di Saronno, con diploma dello stesso re, fu confermato al conte Stefano Castiglioni al quale Cecilia Gallerani già l’aveva ceduto nello stesso anno.
Grosso - 1354-1378 -Bernabò e Galeazzo II Visconti- argento, g 2,54 - Ø mm 24,5
Cecilia Gallerani
contessa di Saronno

Il borgo di Saronno seguì, nei secoli, le sorti di Milano con l’occupazione francese, spagnola, austriaca, napoleonica, il lombardo veneto fino al risorgimento.
Il 18 marzo 1827, il cuore del borgo di Saronno fu devastato da uno spaventoso incendio.
Solo dopo parecchi giorni, grazie all’intervento dei pompieri di Milano, con due macchine idrauliche e di una terza macchina messa a disposizione dal Duca Litta di Lainate, il fuoco fu domato definitivamente.
In aiuto di Saronno e delle famiglie disastrate ci fu una commovente gara di solidarietà con generose elargizioni da parte di molte città lombarde, in particolar modo di Milano che più d’ogni altra si distinse per generosità.
La cantante lirica saronnese Giuditta Negri Pasta, grazie alla sua imponente figura di artista del tempo, sensibilizzò non poco l’opinione pubblica a solidarizzare per Saronno. I saronnesi in segno di gratitudine, innalzarono nel 1830 un monumento denominato della "Riconoscenza".
Il Monumento della "Riconoscenza”
Tra i monumento della città segnaliamo il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli fondata nel 1498 dove vi sono pitture insigni di Bernardino Luini (1521-1525), di Gaudenzio Ferrari (1534), di Cesare Magno (allievo del Ferrari, 1534), di Bernardino Lanino (1547), di Giulio Cesare e Camillo Procaccini (1598), di Stefano Maria Legnani, saronnese, e di altri celebri pittori. Le decorazioni sono di Vincenzo Ciniselli. Vi sono pure affreschi settecenteschi di Biagio Bellotti e la Chiesa di S.Francesco fondata nel 1297.
Il 2 Gennaio 1927, il comune di Saronno passò dalla provincia di Milano alla provincia di Varese.

Il 22 Marzo 1879, il Sindaco di Milano, Conte Belinzaghi, inaugurava la tratta ferroviaria Milano –Saronno dando il via al primo convoglio trainato da una sbuffante locomotiva. Si realizzava così l’intuizione di un cittadino belga, Alberto Vaucamps, che alcuni anni prima coadiuvato da alcuni ingegneri italiani, tra cui Ambrogio Campiglio, primo Direttore della nascente Ferrovia, aveva sottoscritto una Convenzione con il Governo Italiano per la Concessione della strada ferrata che, staccandosi dalla esistente Milano-Rho doveva raggiungere la “borgata“'di Saronno.
Oggi Saronno è il nodo centrale di scambio dei treni delle Ferrovie Nord, provenienti da Milano e dirette alle stazioni di Varese, Como, Novara e oggi, anche per l'aeroporto della Malpensa.
Il 21 settembre 1924 venne inaugurata l’Autostrada dei Laghi, la prima autostrada italiana e del mondo con l’apertura del tratto Milano-Lainate, successivamente del tratto Lainate-Varese e il 28 giugno 1925 il tratto Lainate-Como, con lo svincolo di Saronno.

La locomotiva serie 200 che percorse la tratta Milano-Saronno