LECCE- Caserma Felice TRIZIO - 14 gennaio - 19 giugno 1966
Domenica 24 aprile. Appuntamento con Maria e Nicoletta al Sedile in piazza S.Oronzo. Siamo puntuali. Sono accompagnate dai due ragazzi conosciuti la scorsa domenica. Mi guardano sorridendo, pendono dalle mie labbra.
Saltellano e battono le mani quando dico che Gianni Morandi verrà a Lecce. Le informo che ieri ho compiuto 21 anni. Complimenti ed auguri, Maria e Nicoletta mi baciano sulle guance, e i ragazzi (non ricordo i loro nomi) mi stringono la mano. Mi portano in una pasticceria dove brindiamo con del frizzantino locale e mangiamo pasticcini.
di Giorgio Cicardini

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Poligono di Torre Veneri. Tiro con la pistola con bersaglio sagome raffiguranti un fante nemico in piedi.
Giorno 26 aprile, Torre Veneri. Tiro con la PISTOLA BERETTA 34.
Tiro con la pistola Beretta 34 busto posizionato a tre quarti, braccio teso. Primi 6 colpi 24 punti, secondo tiro di sei colpi su 6 sul bersaglio che rappresenta un soldato nemico.
La pistola Beretta modello 34 è un'arma compatta, con funzionamento semiautomatico con l'espulsione del bossolo "a cielo aperto” che a mio parere ne evita l'inceppamento per la mancata corretta espulsione del bossolo. Si tratta di un'evoluzione dei modelli 1915 e 1923 e fu data come arma da fianco al Regio Esercito Italiano e rimase in uso presso le Forze Armate della Repubblica Italiana fino agli anni '80, quando fu progressivamente completata la sua sostituzione con altre armi. È sorprendente che la pistola Beretta modello 34 sia ancora in produzione dopo 75 anni dalla sua prima presentazione.

Giorno 28 aprile. Torre Veneri. Poligono assaltatori.
La nostra squadra è composta da 10 soldati. Dobbiamo percorrere strisciando per 50 metri sotto un reticolato di filo spinato, uscire allo scoperto sparando raffiche con il M.A.B verso le postazioni nemiche, infilarsi di nuovo in un percorso tracciato tra il filo spinato, uscire e balzare verso le sagone che rappresentano il nemico, lanciare le bombe a mano offensive e sparare altre raffiche di mitra.
La prima prova è in bianco, senza bombe a mano e con le armi senza proiettili. La seconda è a fuoco. Ci equipaggiano con bombe S.R.C.M., caricatore con proiettili calibro 9, elmetto ben stretto sotto il mento e via. Dall’alto il tenete Baio controlla i nostri avanzamenti e sapientemente ci fa espodere le cariche di tritolo poste ai lati del percorso. Le esplosioni vengolo pilotate progressivamente. Uno, due, tre, io sono il quarto, un attimo dopo la terza esplosione mi fermo sollevo leggermente il corpo appoggiandomi sui gomiti e sulle punte dei piedi per permettere che lo spostamente dell’aria provocato dall’eplosione mi passi sotto il corpo. Esco dal primo cunicolo, sparo brevi raffiche e via sotto al secondo cunicolo. A questo punto il tenente Simon Baio si scatena. Le cariche sono numerose e dalla postazione di comando come un pianista indiavolato preme i pulsanti che attivano le cariche esplosive creando un inferno di polvere, scoppi e fiammate di tritolo verso l’altro. Stordito esco dal secondo percorso assaltatori, lancio le bombe a mano e finisco i proiettili contenuti nel caricatore. Impolverato e stordito ma eroe.
IL POLIGONO ASSALTATORI. di Franco Rusticalli, IX Battaglione- V^ Compagnia A.C.S. - Caserma Trizio
Ecco venir ver noi, con fiero passo Baio Simon, col viso ottenebrato. E "Guai a voi - gridò - brutti imbranati se invece varco giusto di infilare altri verdi sentireri imboccherete!
Io vengo le mine a far brillare, inferno a scatenar su questa terra”.
Poiché uniti e tremanti ristavamo, col core invaso da sgomento vero, riurlò da su la torre amena: ”Ite ai posti vostri e poi partite ch'io tosto fò saltar la dinamite! E... Baio, dimonio con occhi di brace, inizio diè al suo brutale gioco.
Ma ratto-ratto si sbiancò nel viso vedendo CICCARELLI già infilato nel van che pria aveva intrappolato. Baio di botto fé cessar li stroli e disse a Farinella, suo aiutante, di portargli dinanzi l'imbranato. Poseia che il Maresciallo l'ebbe estratto, con tuta rotta, dal reticolato, mellifluo il Baio gli raccomandò: "Figliolo... tu passar giammai non dei pel foro c'ho attivato con mine. Altro pertugio, quindi tu ricerca che in un porto sicuro ti conduca”. E dopo aver mollato un grand'urlone sul quadro dei comandi si avventò e face reiniziar la sarabanda fra tuoni, lampi, fulmini e saette. Quando alla fin, con l'ossa rintronate, tornammo a riveder lo sole chiaro, in cor era finito lo sgomento , al pari d'un manipolo d'eroi, di corsa facemmo l'adunata.
E... ritrovammo il nostro Simon Baio col viso trasformato dalla gioia che, invece delle solite, invettive ci disse: "Bravi ce l'avete fatta”.

29 aprile, Torre Veneri. Tiro con la MITRAGLIATRICE MG 42/59. Lezioni sul mezzo di trasporto truppe M113. Dopo cena studio obbligatorio.
Foto ricordo con la mitragliatrice MG 42/59 su bipede e su trepiede con la mascotte del corpo di guardia di Torre Veneri: il cagnolino CONGEDO
I nostri struttori ci presentano la mitragliatrice MG 42/59. Si tratta un'arma prodotta nella Germania nazista nel 1942 e modificata nel 1959. In italia è costruita su licenza dalla ditta Beretta e Franchi. Si tratta di un'arma semplice, robusta, affidabile, di grande precisione con un gran volume di fuoco. È alimentata a nastro con proiettili 7,62 Nato. Il perfetto meccanismo di rifornimento e il scivolamento del nastro sono la chiave del successo di questa arma.
Il funzionamento è semplice: inserito il nastro e tolta la sicura, l'operatore devo solo tirare all'indietro l'impugnatura di caricamento rifornendo l'arma con il primo proiettile. Premendo il grilletto, al primo colpo sparato, il movimento avanti e indietro dell'otturatore aziona il sistema di rifornimento (la canna si muove leggermente all'indietro durante ogni colpo). Ha una celerità di tiro di 800 colpi al minuto e dopo circa 30 secondi di tiro continuo, per evitare lo scoppio anticipato della cartuccia per effetto del calore è necessario sostituire la canna, aprendo il coperchio di alimentazione con un guanto speciale. Il disarmo e il riarmo dell'arma è rapidissimo. Durante la seconda guerra mondiale la MG42 sparava 1200 colpi al minuto. Nel film "Salvate il soldato Rayan” nelle scene dello sbarco sulle spiagge della Normandia viene mostrata, con cruda realtà, l'efficacia di questa arma chiamata dagli alleati "LA SEGA DI HITLER ”.

1 maggio. Ripongo nel baule a forma di cubo la divisa invernale. Pur essendo sempre impegnato con gli studi, i servizi e le uscite al poligono di Torre Veneri sto benissimo, raramente mi sento stanco. E quando ciò avviene mi basta una notte di sonno per tornare in perfetta forma. Dall’inizio del servizio militare ho perso tre chili e mezzo.
3 maggio. Sveglia alle ore 5. Andiamo a Torre Veneri per sgombrare il poligono assaltatori e ultime lezioni sul mezzo M113. I nostri ufficiali ci informano che il giorno 5 torneremo al poligo per prove a fuoco sul campo di battaglia.
Sul mezzo M113 noi siamo solo dei viaggiatori trasportati sul campo di battaglia: ma è utile conoscere alcune regole:
"Io vengo le mine a far brillare, inferno a scatenar su questa terra” L'inferno di Simone (Caron) Baio

1. Non stare vicini o appoggiarsi al mezzo quando i motori sono in funzione
2. Non fumare sul mezzo e fino a 15 metri da una zona di rifornimento
3. Mantenere tre punti di contatto (due piedi e una mano) durante la salita e l’evacuazione del mezzo
4. Evitare di stare dietro la rampa. Il rampa può scendere improvvisamente e schiacciarci
5. La concentrazione deve essere sempre al massimo. Bisogna essere sempre consapevoli di quello che sta accadendo intorno a noi
6. Tutti i membri dell'equipaggio devono portare l’elmetto e indossare le cinture di sicurezza che possono salvare da lesioni gravi e/o di morte, in caso di ribaltamento dell'M113. (Il ribaltamento è la principale causa di decessi sul mezzo). Le armi devono avere inserita la sicura e non devono essere armate
7. Bere acqua e mantenere almeno un portello aperto per la circolazione d'aria durante il trasferimento, in particolare nelle calde giornate estive per evitare stress da calore.
8. Non guardare in direzione del sole o luci forti quando si utilizza la visualizzazione di dispositivi ottici. Ciò può provocare gravi ustioni alla retina degli occhi con conseguente temporaneo o permanente cecità.
9. I membri dell’equipaggio deveno essere sempre informati dell’evolversi della situazione.
10. In caso di ribaltamento non cercare di uscire dal veicolo quando il mezzo non è completamente fermo. A ciascun membro dell'equipaggio è assegnato il compito di assistenza ai compagni impossibilitati ad una evacuazione autonoma.
11. Se la situazione tattica lo consente, prima di abbassare e sollevare la rampa azionare il segnale acustico
12. I passeggeri sul sedile accanto alla rampa devono tenere le mani e i piedi lontani dai punti di chiusura..
Oggi sono il vice-comandante di squadra. l’attacco diurno in bianco è perfetto, quello notturno un disastro. Due bombe a mano vengono lanciate troppo lontane dalla linea nemica, una bomba a mano non esplode, e a causa della polvere e della sabbia il mio F.A.L. e quello di un mio compagno si inceppano frequentemente, la mitragliatrice MG42/59 si blocca. Un proiettile tracciante sparato dalla Browning 12,7 provoca un piccolo incendio.
Alla fine lancio di bengala per illuminare la zona, spegnere l’incendio e recuperare la bomba a mano inesplosa, che scopriamo essere stata lanciata con la sicura inserita.
AREA ADDESTRATIVA DI TORRE VENERI.
Di Eugenio Caccetta, 1^ Compagnia A.U.C - Caserma Pico
Ore 6,30 - Sveglia, graziosetti, mettetevi la tuta da combattimento, prendete il MAB e fatevi trovare giù.
TORRE VENERI. Reticolati, fango. carri, tritolo, bombe a mano. Striscia sotto al reticolato, godi al rumore del tritolo che l'amico Baio ti fa scoppiare vicino sorridente, alzati da terra, fatti una bella corsa, lancia la tua bomba e buttati a terra, curando di cadere dove ci sono meno spuntoni, poi ti alzi, corri ancora e ridagli a buttarti a terra.
Fine dell'esercitazione. L'infermeria rimane aperta un'ora. Se ti sei rotto un ginocchio niente di meglio che una buona supposta che ti guarisce pure dal raffreddore, dal mal di testa, dal mal di gola, dai reumatismi, dal mal di stomaco, dal dolor di denti e dai calli.
Torni a mangiare la "Sbobba” , non ti lavi e vai in aula a trovare sulla carta la stazione di "SURBO”.
5 maggio. Torre Veneri. Pomeriggio e sera per prove di assalto in bianco e a fuoco con l’uso del mezzo M113 quale trasporto truppa sulla linea di attacco. Nella squadra d’assalto ad ogni allievo sono state affidate due mansioni. Le mie sono: vicecomandante di squadra e quarto assaltatore. Servizio gradevole visto che il compito del quarto assaltatore è quello di rimanere in torretta del veicolo e proteggere i compagni sparando con la mitragliatrice Browning 12,7.
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