20 giugno 1966 - 21 luglio 1966
Caserma G.B. Revelli, Arma di Taggia
89° Reggimento di Fanteria "Salerno” C.A.R.
di Giorgio Cicardini
Lecce: domenica 19 giugno, ore 16,30. La partenza.
Sul treno che ci porta alla nuova destinazione siamo gasati. Qualcuno grida “Addio Africa - non mi vedrai mai più”.
I leccesi, gente meravigliosa, sorridono e ci salutano. Sono vaccinati a queste partenze chiassose che avvengo quattro volte l’anno. Una signora grassottella agita il fazzoletto bianco come per dire andate, andate.
Liguria. Giugno, luglio, agosto, settembre. Mare, mare. mare... che pacchia. Chiederò permessi per tutte le domeniche d’estate.
Corri treno! Ad Arma di Taggia ci sono le fanciulle che ci stanno aspettando!!!
Vai treno, corri!!!
Siamo in 14 allievi della Trizio destinati all’89° reggimento di fanteria, Salerno C.A.R. (Centro Addestramento Reclute) Imperia.
Il tenente Arturo Martello, prima di partire, mi ha detto che comanderemo una squadra di reclute e, forse, saremo nominati vice-comandanti di plotone.
Arma di Taggia, Riviera dei Fiori - L'ora del bagno
Imperia 20 giugno, ore 13.
Venti ore e mezza di viaggio. Siamo stressati e affamati. In stazione ad aspettarci c’è un caporale maggiore A.C.S. che ha fatto il corso alla caserma Pico di Lecce. Con un autocarro ci portano in caserma dove al nostro gruppo si aggregano altri 28 allievi A.C.S. provenienti da Spoleto. Il caos è inverosimile. Carichiamo i nostri bagagli sugli automezzi che ci porteranno ad Arma di Taggia per scaricarli subito dopo e caricarli su un altro autocarro. Poco prima di partire vedo un monumento in onore al reggimento. Leggo velocemente: 89°, divisione Cosseria, II Corpo d’Armata, Russia battaglia del Don, medaglia d’oro.
Si parte. Il viaggio è breve, una quindicina di minuti. Come arriviamo ci accompagnano in una piccola camerata con i letti a castello: un ambiente squallido e privo di ogni confort. Non ci sono armadietti per riporre gli abiti. La cena è da brivido: minestrina, 2 pezzi di formaggio e 1 mela. Esco in libera uscita per comprare delle grucce per appendere i vestiti, la notte, alle barre della branda. Tutta il resto va tenuto nel valigione.
La Caserma G.B. Revelli è l’ombra della caserma Trizio di Lecce. È un contenitore per militari e reclute, più dormitori che camerate, più posti per mangiare e che mensa. Non ci sono giardini o spazi verdi. Rimpiango le ore di servizio fatte sgobbando per il Piano Verde.
21 giugno: San Luigi, il giorno più lungo dell’anno.
Alle ore nove ci radunano in un’aula dove ci consegnano le mostrine per la camicia, lo scudetto e i numeri che compongono l’89° da appuntare sul basco. Il comandante della caserma, un maggiore, forma il 1° plotone A.C.S. spiegandoci che prima di inviarci ai battaglioni dobbiamo fare un corso reggimentale della durata di circa due settimane. Dobbiamo imparare a comandare, ed avviare al servizio militare le reclute che ci verranno assegnate. Ci presenta il comandante del corso: il sergente Catillo.
Si tratta di un sottufficiale che qualche mese prima ha prolungato la ferma. Fa il duro, ci guarda con diffidenza e superiorità. Tanto per cominciare ci accompagna dal parrucchiere e ci fa pelare la testa .
Nel pomeriggio si diverte con noi. Ha chiamato in adunata il nostro plotone tre volte in due ore, l’ultima sotto un temporale. A cena, come le volte precedenti le razioni più piccole sono per noi. Meno male che è l’ora della libera uscita.
Il temporale di qualche ora prima ha regalato alla città un’aria dolce e frizzante. La sabbia è ancora bagnata e benchè sia sera seggiole e sdraio sono state rimesse sulla spiaggia incredibilmente spaziosa e sabbiosa per una località della Liguria. Una giovane ragazza bionda, tedesca o olandese, passeggia sul bagnasciuga.
È straordinariamente bella, cammina lentamente ancheggiando nei stretti pantaloni dai colori vistosi attirando su di sè una moltitudine di sguardi affamati.
La seguo fino a che la vedo entrare in un camping. Lì dove finisce la spiaggia mi siedo su dei sassi a guardare il mare capriccioso. Onde alte si abbattono sulle rocce con un fragoroso flash: ritirandosi il mare emette dei gemiti provocati dai sassi traportati dalle stesse onde. L’atmosfera è romantica e godo mentalmente e fisicamente di questa particolare situazione. Volgendo lo sguardo da ovest ad est e da est a nord, oltre al limite del mare vedo delle colline verdi e brune punteggiate da alberi. La catena montuosa degli Appennini racchiude Arma di Taggia in una deliziosa alcova. Ma c’è qualcosa che non funziona: è la divisa che porto e il taglio dei capelli. In questi momenti proprio non ci stanno, sono fuori luogo.
Il corso di addestramento reggimentale si svolge in una angusta aula, su dei seggiolini scomodi e senza banchi. Dobbiamo ascoltare le cacchiate del sergente Catillo: “Il metodo è una via ragionata per dire e spiegare qualcosa...” Fate vedere quello che dovete spiegare e dite questo è il fucile Garand, poi vi rivolgete alle reclute e chiedete: cos’è questo? e loro in coro “È il fucile Garand!!!”
Poi la frase rituale: (puntando il dito verso una recluta) tu (con voce tonante) che fai lì !? mettiti in quadrato, via di corsa!!! Se la recluta non riesce ad afferrare il senso della frase, non sa dove andare e rimane fermo con un atteggiamento imbranato dobbiamo sbraitare “allora non ci siamo capiti, stai punito!” Se siamo magnanimi la recluta non esce in libera uscita per tre giorni.
Faccio di tutto per non ridere, poi mi sfugge un “tranquillo sergente, fra due settimane saremo dei veri mastini napoletani. Mi rifila due giorni di consegna.
Approfitto dell’assenza del sergente Catillo per uscire alla ricerca della mia bella fräulein: stessa ora - stessa spiaggia. C’è: pantaloni attillatissimi, giacchina slacciata, reggiseno nero, piedi scalzi. Sorridente fila come un razzo lasciando le tracce del suo passaggio sulla spiaggia. Una cometa. Non la vedrò mai più.


23 giugno. Ci assegnano l’arma personale: Fucile Wincester M1 e baionetta. Il corso continua con percorsi ginnici, addestramento del personale, percorsi di guerra. Il sergente Catillo dice che noi allievi A.C.S. abbiamo i gradi ma non siamo capaci di comandare. Per ora non crede in noi, ma in pochi giorni saprà farci diventare dei veri comandanti di squadra.
La sera dopo cena devo scontare la mia “seconda” giornata di punizione. Comando le reclute di una squadra per le pulizie del cortile della caserma Revelli.
Dormiamo su un materasso e cuscino di crine, le lenzuola in cotone grosso.Ci svegliamo al mattino già stanchi, con le ossa rotte.
Ogni trasferimento del nostro plotone deve essere fatto di corsa, a mensa ci servono razioni striminzite. Questa sera uno di noi ha chiesto il bis di pastasciutta. Lo sparviero Catillo gli piomba addosso e lo invita a ritornare al suo posto. Se avanzerà della pasta potrà richiedere un’altra razione.
Poco dopo “C’è qualcuno che vuole ancora il primo?” Scattiamo come centrometristi ma nel pentolone non c’è più nulla.
Il Giuramento degli A.C.S. Usciti dalla mensa facciamo il giuramento degli A.C.S. “Chi di noi rimarrà ad Arma di Taggia e sarà di servizio alla mensa sottufficiali si impegna di dare il piatto più misero al sergente Catillo e mai il bis, anche se lui vede che nella pentola c’è ancora pasta.” "Lo giuriamo”.
Alla fine scordo tutto e penso al sole, al mare, alle licenze e al congedo.

La carabina M1 fu un'arma popolare fin dal suo esordio nel 1942. Fu progettata come arma leggera per le truppe di rincalzo (personale di supporto) ma la sue buone qualità fecero sì che molti combattenti la usassero in prima linea, benché la sua cartuccia da pistola la rendesse efficace solo nelle brevi distanze.
Le varianti furono il modelli M1A1, che aveva il calcio d'acciaio ripiegabile e il modello M2 che poteva sparare in automatico. Più di 6 milioni di carabine Winchester furono prodotte durante la seconda guerra mondiale.
Fra una settimana il corso reggimentale finisce. Le destinazioni sono: Imperia (comando), Arma di Taggia, Diano Castello (qualche chilometro all’interno), Pieve di Teco (anch’essa all’interno), Albenga e Savona. Queste ultime 2 sono le mie destinazioni preferite.
A Lecce, una settimana prima del trasferimento, causa l’imminente trasferimento avevo scritto a mio padre di non inviarmi soldi, la solita paghetta mensile che mi permetteva qualche vizietto. Arrivato ad Arma di Taggia avevo scritto un’ennesima lettera invitandolo ad aspettare la mia comunicazione sulla destinazione definitiva. Ma... il portafoglio cominciava a fare le ragnatele. Fra qualche giorno riceverò la decade: circa 2000 lire. Spendo solo per le cose essenziali.
28 giugno. Si va avanti a sacrifici e sputare sangue. La fine del corso è rinviata al 4 o 5 di luglio. Ci informano che i nonni (soldati prossimi al congedo) stanno preparando una irruzione notturna per darci una “lezione”. La nostra camerata, eccezionalmente, ha la porta. Ci premuriamo a bloccarla con due letti a castello. Alla 1.15 con urla selvagge un'orda di circa 20 persone, tra soldati e graduati di truppa si buttano contro la porta con l’intenzione di sfondarla. Riescono nell’intento, ma la sorpresa è sfumata. Contrattacchiamo a spintoni e a colpi di anfibi. Quando arriva l’ufficiale di picchetto e il sergente Catillo tutto è finito. Stiamo all’erta: temiamo che possano tornare. Alle 4 e 30 si ode un urlo terrificante. Il sergente Catillo ha ricevuto una serie di gavettoni d’acqua che nella sua camera si può nuotare. Sulle nostre labbra si nota un leggero sorriso di soddifazione.

La caserma G.B. Revelli in una cartolina del 1956
2 luglio. Visita del Colonnello comandante del reggimento. Non è soddisfatto dei risultati del corso e lo prolunga al 7 luglio. Durante la dimostrazione il V° plotone comandato dal sergente Catillo fa delle gaffe e nel pomeriggio si sfoga con noi: 2 ore di addestramento formale (marciare e correre senza sosta). Chi tenta di protestare viene zittito con un:”Non rompetemi i TASTICOLI !!!”
Siamo stanchi e bagnati di sudore come non mai, non abbiamo neppure la forza di sorridere per l'affermazione di Catillo. Per fortuna ci viene concesso di fare la doccia. Solita solfa per la cena: Minestrina, 2 foglie di insalata, pomodoro, due mezze sardine in salsa e una mela. Mezzo litro di vino in sei.
Domenica 3 luglio pomeriggio. Uscita di gruppo per il bagno in mare. Quasi tutti acquistano il costume, chi come me è a corto di grana lo prende a noleggio. La ronda che sa della nostra iniziativa chiude entrambi gli occhi evitando di passare sulla spiaggia che abbiamo occupato. Facciamo amicia con delle ragazze taggiesi (? così si dice?). Fissiamo un incontro per la stessa sera. Un allevo di Spoleto offre sette rose rosse alle nuove amiche. Sono gli stessi fiori che ha ricevuo in mattinata, con il servizio Interflora, dalla sua ragazza per il suo compleanno.
La fine del corso viene fissata al 9 luglio. Il maggiore comandante della caserma e il capitano comandante della compagnia non sono contenti di noi. Gli ufficiali subalterni (sottotenenti di complemento) dicono che abbiamo preso sul serio il corso reggimentale e siamo più bravi degli A.C.S. che ci hanno preceduto. I sergenti che dovevano andare in congedo anticipato il 20 giugno non lasceranno il servizio militare prima del giorno 15 luglio. Temiamo che il loro nervosismo possa ricadere su di noi.


5 luglio, 6,30. Ora di ginnastica. L’aria è fresca e frizzante, leggerissima con profumo di fiori e mare. Il cielo è azzurrissimo con grandi chiazze rosse. Siamo in fila per 2 con facce assonnate e corpi stanchi. Prima di cominciare la prova ginnica dico:” il colore rosso nel cielo è il riverbero del sangue che stiamo versando.”
Al mattino con il nostro gavettino di alluminio facciamo colazione con latte o caffelatte e gallette. A volte c’è del formaggio e marmellata. Raramente del cioccolato e pane.
10 luglio. Gita di gruppo con bagno. Con 6 ragazze (Alba, Paola, MariaGrazia, Renata, Ornella e Andreina e sette allevi su 2 cinquecento (una blu e l'altra azzurra) e una seicento bianca, formiamo una comitiva in direzione di Riva Ligure. Il litorale è di tipo roccioso, strapiombante, con piccole spiagge suggestive, un po' solitarie e ciottolose. Un momento magico. Le nostre amiche hanno pensato a tutto: cinque materassini gonfiabili, bibite in contenitori con ghiaccio, thermos con the freddo e biscotti. L’acqua è profonda e fredda, immergiamo solo i piedi e scoraggiamo chiunque vuole farsi una nuotata al largo. Guai se accadesse un incidente. P.S. Con i soldi della decade ho acquistato il costume.
La fame è tale che chiedo ad alcune reclute di non lasciare sul tavolo le gallette e di darmele. Le mangio, una, due alla volta durante la pausa tra le ore di corso. Comincio ad immaginare che sto mangiando in una trattoria casalinga "Vecchia Maniera” o in un ristorante di lusso. Voglio il risotto e la cotoletta alla milanese, i maccheroni con ragù alla bolognese, contorno di patatine e insalata russa. Ed infine un bicchierino di sambuca.
6 luglio. Durante il pranzo il maggiore si presenta chiedendo se il cibo è di nostro gradimento. Se si aspettava un “OTTIMO E ABBONDANTE” è nel posto sbagliato. La nostra risposta è immediata e decisa. Consideriamo le razioni insufficenti e sicuramente inferiori alla quantità disposta dal ministero della difesa. Il maggiore dispone che da subito le nostre razioni siano separate dal resto della truppa. La situazione migliora immediatamente. Il giorno seguente faccio da cameriere. Porto abbondanti piatti di pastasciutta ai miei colleghi e come secondo due grossi involtini di cane con insalata e pomodori. Siamo soddisfatti, io in particolare che di involtini ne mangio tre.
8/11 e 12 luglio. Pompeiana. Qualche chilometro all’interno della riviera ligure. Alle falde del monte Sette Fontane, le reclute effettuano le prove di tiro con il fucile Garand. È un posto bellissimo.Vedo uliveti, vigneti e agrumeti. Mi dicono che sono il vanto della zona. Da questa punto vedo un mare calmissimo di colore azzuro che si sposa con l’orizzonte.
Ho l’opportunità di sparare con la carabina Winchester M1, il moschetto 91/38 e il fucile inglese Enfield.
Per essere usato in cavalleria il fucile Mannlicher-Carcano 1891 venne accorciato dando luogo al moschetto 1981 per cavalleria, noto come "MOSCHETTO PER TRUPPE SPECIALI”. Manteneva le stesse caratteristiche del modello originale ma la lunghezza era stata ridotta da 1290 mm a 920 mm. Il moschetto ha la baionetta fissa, ripiegabile all'indietro quando non in uso. Sebbene a uso della cavalleria, divenne un fucile apprezzato anche da molte unità ausiliarie, come artiglieri, genieri. Il moschetto fu modificato nel 1938.
CARATTERISTICHE TECNICHE MOSCHETTO 91/38:
Calibro: 6,5 x 52 mm Mannlicher-Carcano
Lunghezza: 920 mm
Peso: 3 kg
Canna: 610 mm
Caricatore: 6 colpi integrale
Funzionamento: a ripetizione manuale
Velocità alla bocca: 700 m/secondo
Distanza utile: 600 metri
Fucile Mannlicher-Carcano 91/38
Il fucile a ripetizione manuale Lee-Enfield è un modello tra i meglio progettati nella storia delle armi leggere. Il primo Lee-Enfied, il modello MK1 fu realizzato nel 1895: in seguito divenne l'arma standard dell'esercito britannico nelle due guerre mondiali. Le sue qualità come una ripetizione manuale dolce e rapida che garantiva almeno 15 colpi al minuto, un caricatore da 10 cartucce e cartucce singole che potevano essere cametrate direttamente anche a caricatore semi-pieno. Con il fucile montato su cavalletto, con il bersaglio a 550 metri si ragguppano almeno 8 colpi in una circonferenza di non oltre 60 centimetri.
Furono realizzati 4 modelli del fucile Lee-Enfiel che differiscono nei percussori, nei mirini e nei pesi: MK1, MK2 per il tiro ridotto, MK3 e l'MK4 con canocchiale per tiratori scelti.
CARATTERISTICHE TECNICHE FUCILE LEE-ENFIELD:
Paese di origine:Gran Bretagna
Calibro: .303 (7,7 mm)
Lunghezza: 1133 mm
Peso: 3,93 kg
Canna: 640 mm
Caricatore: 10 colpi caricatore amovibile
Funzionamento: a ripetizione manuale
Velocità alla bocca: 670 m/secondo
Distanza utile: 1000 metri
IMG fonte web
11 luglio. Iniziano i Campionati mondiali di calcio in Inghilterra. Passeggiamo tranquillamente sul lungomare, causa le partite trasmesse in TV, non più intasato.
13 Luglio Italia- Cile 2-0. Durante la libera uscita, di tanto in tanto mi fermo in un bar per vedere qualche frammento della gara
16 luglio: URSS-Italia 1-0. Male, male, male.
17 luglio. Nuova gita al mare. Niente Sanremo e Bordighera. Per noi militari sono luoghi out, fuori dal distretto militare di Arma di Taggia. Se qualche ufficiale ci vede finiamo nei guai. Optiamo per Santo Stefano dove c'è una spiaggia, detta della Torre, con un fondo sabbioso piuttosto basso, che si estende nel mare per circa 30/40 metri. Qui possiamo fare il bagno e giocare nell'acqua. Da qualche impianto stereo giungono le canzoni dell'estate. Anche se per poche ore, godiamo la gioia che si prova nelle giornate di vacanza.
18 luglio. In attesa del trasferimento si va avanti per inerzia. Le fisime del sergente Catillo si sono spente e i “TASTICOLI” raffreddati. Il capitano è a Roma per una gara di tiro con la pistola e il maggiore è assente per motivi personali.
19 luglio: restituiamo all’armiere la carabina Winchester. Chi ha degli indumenti in lavanderia si affretti a ritirarli. Questo vuol dire che la partenza è imminente. La sera usciamo sul lungomare per dare l’addio alle belle e gentili ragazze taggiane che con amorevole premura ci hanno consentito di trascorrere dei bei momenti.



Nota storica. Il 14 luglio 1944, 400 uomini furono chiusi nella caserma Revelli e interrogati dai nazisti e dai repubblichini. 86 di loro vennero incarcerati a Savona come delinquenti.
NOTA: Ho inviato due mail ad enti di Arma di Taggia per sapere chi fosse G.B. Revelli a cui fu dedicata la caserma, quando la caserma Revelli fu demolita, la funzione attuale dell'area dismessa e il motivo per cui viene citata come EX CASERME REVELLI.
Ad informazioni ricevute provvederò a pubblicarle.
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Arma di Taggia, 3 giugno 2009
Risposta su ex Caserma Militare G.B. Revelli
In relazione alla sua mail tengo ad anticiparle brevemente in sintesi alcune notizie riguardo al complesso immobiliare denominato ex caserma G.B. Revelli in Arma di Taggia.
In primo luogo la caserma fu utilizzata negli anni immediatamente precedenti l'inizio del secondo conflitto mondiale, su terreno che era utilizzato dal Comune come sede degli impianti sportivi cittadini.
Alla vigilia della seconda guerra mondiale l'interesse dello Stato italiano richiese che su quell'area trovasse posto una caserma militare, resa necessaria dalla vicinanza del confine francese, distante circa 25 km.
La caserma dopo gli eventi bellici ospitò un distaccamento del C.A.R. di Imperia dell'89° Rgt. di fanteria.
In considerazione del declino graduale sotto il profilo militare del compendio militare, lo stesso venne dismesso in data 24/9/1974 a favore dell'Amministrazione finanziaria dello Stato e quest'ultima con verbale di consegna provvisoria in data 3/10/74, consegnò l'intero compendio all'Amministrazione comunale di Taggia per usi istituzionali e sociali.
Fatta questa breve cronistoria le farò avere più in dettaglio altre notizie che potranno esserle utili.
La definizione ex caserme e non caserma è stato frutto di un mero errore o di un refuso trascinatosi nel tempo, fermo restando che la definizione effettiva è "Ex caserma G.B. Revelli".
Distinti saluti.
F.to IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO PATRIMONIO - Rag. DI FIORE Michele
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17 giugno 2009
Oggetto: Ex caserma militare G.B. Revelli.
Ad integrazione della mail precedente riguardante notizie sul complesso immobiliare locale denominato ex caserma G.B. Revelli, si segnala che il suddetto immobile venne intitolato alla memoria dell'Ufficiale dell'esercito italiano Giovan Battista Revelli, nato a Taggia, in quanto egli con il grado di capitano morì nei primi mesi della seconda guerra mondiale nei pressi del confine francese.
In conseguenza del perimento durante il secondo conflitto mondiale il suddetto G.B. Revelli venne anche insignito di "alta onorificienza" al valore militare.
Nella speranza di aver fatto cosa gradita, porgiamo
I migliori saluti.
F.to DI FIORE Michele. Responsabile del Servizio Patrimonio - Comune di Taggia (IM)
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Il campionato mondiale di calcio continua con la partirta Corea del Nord-Italia. Una serie continua di fischi e rumori assordanti di disappunto ci informa che le cose per la squadra di calcio italiana non vanno bene. È la notte dei pomodori. l'Italia viene battuta ed eliminata dalla Corea del Nord con un gol realizzato dal calciatore-caporale maggiore-dentista Pack Doo Ik.
Giocatori del calibro di Bulgarelli, Facchetti, Pascutti, Janich, Mazzola, Rosato, Fogli, Rivera. Albertosi tornarono a casa con la coda fra le gambe.
Giovedì 21 luglio. Dopo un mese di corso reggimentale e senza salutare il sergente Catillo, con altri 9 A.C.S. parto per la mia destinazione definitiva: Savona, caserma Bligny, IV battaglione, 13^ compagnia.
In questi 32 giorni, in media, ciascuno di noi ha perso dai 2 ai 4 chili di peso corporeo.
La Caserma G.B. Revelli, con il suo direttore Catillo, era il miglior centro di dimagrimento d'Italia.
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L'auto presidenziale con John F. Kennedy; copertina di Life con Lee Harvey Oswald; un agente mostra il fucile Mannlicher-Carcano e il proiettile Cal.6,5
Venerdì 22 novembre 1963 a Dallas, Texas, alle 12:30 locali il presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy, fu ferito mortalmente da colpi di arma da fuoco mentre viaggiava con sua moglie Jacqueline e con John Connally e sua moglie Lady Bird, a bordo di un'auto presidenziale nella Dealey Plaza. Kennedy fu colpito da Lee Harvey Oswald che impugnava un fucile Mannlicher-Carcano munito di cannocchiale.
Perchè l'ex marine Oswald utilizzò il fucile italiano?
Perché il fucile Mannlicher-Carcano 91/38 è un'arma per il tiro individuale mirato contro bersagli animati entro i 200 metri. Possiede ottime qualità: robustezza, rusticità, semplicità, buona celerità di tiro, grande precisione, traettoria tesa con un proiettile lungo dalla testa arrotondata.
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