21 luglio 1966 da qui al congedo
Caserma Bligny, Savona
89° Reggimento Fanteria "Salerno” C.A.R. XIII compagnia
di Giorgio Cicardini
31 luglio .
Da domani fino al 5 sono i giorni della partenza delle reclute per i reggimenti operativi. Questa sera la nona squadra ha organizzato la festa di commiato con pane e salame + pasticcini con bottiglie di spumante in quantità.
Benché sia stato il loro comandante per soli 10 giorni mi stimano e posso dire che mi vogliono bene. Per la festa "mi ordinano" di essere presente e non ammettono una mia defezione. Pena 5 giorni di C.P.R. (Camera di Punizione di Rigore) .

Dopo la partenza delle ultime reclute inizia il C.A.R. avanzato. Passo al comando dell'8^ squadra con 9 reclute. La situazione, apparentemente, è leggermente migliorata, le camerate sono, per i 2/3 vuote e gli impegni di servizio un poco più leggeri. Il mio rapporto con sottotenenti è ottimo e sono coaudiuvato da 5 graduati, tutti di Milano, rapidi e precisi nell'eseguire gli ordini: sono i caporali De Ponti e Costa affiatatissimi: unendo i loro cognomi con una & commerciale mi sembrano i titolari di una ditta di Import-Export: la DE PONTI & COSTA, Giorgio Gori, cugino di Sergio Gori attaccante dell'Inter con cui ha vinto due scudetti nel 1965 e 1966, e vincerà con il Cagliari un terzo scudetto nel 1970 a fianco di Gigi Riva e un quarto scudetto con la Juventus nel 1977. I loro genitori sono proprietari del ristorante "Alle Colline Toscane”. Il quarto è il caporale Brambilla che diventerà il mio braccio destro e mi seguirà ovunque. Del quinto non ricordo il nome, rammento che proveniva dal quartiere Bovisa, allora area altamente industrale di Milano.
Il comandante dell'89° reggimento, colonnello Benzi, ha predisposto per tutti i graduati di truppa una licenza di 5 giorni + 1 di viaggio con decorrenza dal giorno 10 di agosto. Chiaramente i Caporali maggiori A.C.S. sono eslusi. Così sono quattro mesi che non torno a casa in licenza.
6 agosto, sabato sera, servizio di ronda a Albissola Marina. È un posto balneare incantevole. Il sole ha lasciato i suoi ultimi reflessi rossastri sulla superficie del mare. C'è tantissima gente che passeggia, Si sente un vocio gradevole per le nostre orecchie abituate agli ordini urlati, gente che ride, mangia la focaccia ligure o assapora una rinfrescante bibita o gelato alla frutta. Ragazzi e ragazze che sorridono e salutano i rondini che con il loro capo ronda camminano con passo marziale e cadenzato, senza un'attimo di sosta. Sull'autobus che ci riporta alla caserma Bligny mi sto addormentando. Sono stanco e ho sonno. Parecchio sonno.

Non cito più tutti i servizi che faccio, ma sono sempre tanti, troppi. A settembre ci saranno le partenze delle rimanenti reclute ed inizierà l'INTERCAR. Non essendoci più nessuno, i servizi saranno pochissimi.

La sera di domenica 14 agosto sono di ronda a Vado Ligure fra una moltitudine di persone felici di trovarsi in vacanza. Ma il nostro dovere ci porta in prossimità del Festival de l'Unità. I miltari non possono partecipare, non possono ballare, non possono cenare non possono bere... per regolamento i militari sono apolitci, devono stare alla larga da manifestazini politiche. Anche se sera c'è un caldo soffocante. Sudati e affaticati rientramo in caserma trascinando i piedi o meglio gli anfibi.
Oggi è il giorno di Ferragosto e mi viene concesso di rimanere in branda fino alle ore nove. Non è un regalo o un atto di generosità. Mi informano che nel pomeriggio sono di nuovo di ronda a Vado Ligure. Non ho neppure la forza di mandare un'imprecazione. Mi giro sull'altro fianco
Il nostro compito sarà di pattugliare la città. Al festival dell'Unità fa servizio un'altra ronda.
Cerchiamo di non camminare molto e di imboscarci il più possibile fino a quando decidiamo che è ora di incamminarci verso Savona/Legino.
Percorriamo il viale lungomare quando sentiamo delle voci femminili che gridano: "Soldati, soldatini, militari, ragazzi in uniforme...” alziamo lo sguardo e proprio da uno di quei balconi del palazzo in secondo piano che si vede nella cartolina a lato ci sono quattro ragazze che si sbracciano e ci invitano ad avvicinarci al portone di ingresso dello stabile. Pochi istanti e la porta si apre. Le ragazze, senza dire né A né B ci trascinano nell'atrio offrendoci dolci, panini e vino. Sono gli "avanzi” della loro festa di ferragosto. Vogliono farci partecipi ma non abbiamo tempo per intrattenerci. Dobbiamo rispettare i tempi di servizio: torneremo domani sera per ricambiare il loro gentile gesto.
Mi corico stanco ma con il sorriso sulle labbra.
Sento che farò una bella dormita.
Alle tre di notte vengo svegliato dai caporali che rientrano dalla licenza. Sono ansiosi di informarmi che sulla tratta ferroviaria Genova-Savona (circa quaranta minuti di percorrenza) hanno conosciuto delle francesine. Ne avevano almeno un paio a testa: qualcuno si è anche fidanzato. Sentivo parlare di Annette, Marie-Louise, Sylvie ...
”Domani mi racconterete tutto”.
Lindi, freschi come fiori di primavera ci presentimo a casa delle ragazze con un "pensierino” Si tratta una scatola a tre strati della ditta Lazzaroni che sono i biscotti più buoni del mondo e due bottiglie di moscato + una di prosecco. Ghiacciate.
Offrire una scatola di biscotti Lazzaroni, di qualsiasi occasione si tratta, non si sbaglia mai. La scatola contiene il meglio della produzione: dai favolosi wafer alla vanigila e cioccolato, le nocciole, i biscotti fragranti lisci con la marmellata o crema, gli ineguagliabili Amaretti di Saronno ...
Ci presentiamo: la padrona di casa è Giuliana una ragazza che ha da pochi giorni compiuto 27 anni. È carina, allegra, simpatica, dinamica, alta, snella con capelli castani a caschetto. È ragioniera presso una azienda petrolchimica. Con lei c'è Fiorina, 23 anni con cui, a volte, condivide la casa e altre due ragazze. Ci chiedono di noi, dei nostri interessi cosa faremo quando saremo congedati. Sono discorsi generici con sottofondo la musica dei Beach Boys e Mamas and Papas (California dreamin'). Finalmente, dopo tanto tempo trascorro una serata piacevole e rilassante.
Orario estivo. La sveglia è alle 05,30. il silenzio alle 22,30. Di pomeriggio abbiamo a disposizione un'ora di riposo, che utilizzo per mettere in ordine le mie cose, leggere o scrivere a casa. Dopo pranzo non riesco a dormire e se, raramente, succede mi alzo più stanco e con il mal di testa.
Quando sono di servizio di ronda serale rientro in caserma dopo la mezzanotte. A volte ho il piede destro gonfio con le fiacche sotto la pianta. Prima di coricarmi faccio un piediluvio con acqua fredda. Nulla servono le creme prescritte dall'ufficiale medico. A volte mi addormento immediatamente, in altre occasioni il sonno mi passa e allora mi alzo alle 6 saltando la colazione mattutina. L'ufficiale di giornata, benevolmente, chiude un occhio. Meno male, durante l'Intercar, con la forza minima, il servizio di ronda verrà soppresso.

17 agosto. Campo ginnico per addestramento notturno al combattimento, Rientramo poco prima della mezzanotte.
18 agosto. Rocca dei Corvi. Per le reclute c'è la prova di tiro con il fucile Garand
19 agosto. Rocca dei Corvi. Prova di tiro con la mitragliatrice MG 42/59. Prima di lasciare il poligono viene indetta una gara di tiro a cui partecipano tutti i graduati, dal caporale al capitano. Distanza 200 metri con un nastro composto da 20 proiettili. Con tre raffiche colpisco tre volte il centro del bersaglio (ricordo che la mitragliatrice MG ha una cadenza di 800 colpi al minuto, pari a 13 colpi al secondo). Vengo battuto per un solo punto dal sottotenente Marano che con quattro raffiche colpisce due volte il centro e altre parti del bersaglio. Il capitano Mazzuca, che ha fatto poco, ci chiede come facciamo ad inquadrare il bersaglio con il mirino all'italiana.
Mentre percorriamo la strada di rientro per la caserma Bligny il sergente maggiore armiere mi dice che alle 14.00 di sabato pomeriggio mi aspetta in armeria per mostrarmi delle armi.
20 agosto, mattino. Prove con la maschera antigas in ambiente chiuso.
20 agosto pomeriggio. Ore 14. Mi presento puntualissimo in armaria. Su tavolo ci sono tre armi: la pistola Colt 1911A1 calibro .45' , il fucile mitragliatore inglese Bren e la mitragliatrice Browining .30
COLT 1911A1
La Colt ideata da John Browning nel 1892 fu approvata solo il 23 marzo 1911 e la produzione affidata alla società Colt. La pistola semiautomatica Colt è un'arma di buona qualità, le parti fondamentali sono solo tre: il castello. il carrello e la canna. Se le parti sono montate in maniera scorretta la pistola non funziona, cosa che può apparire ovvia, ma non è così per tutte le pistole. La Colt 1911A1 spara grosse cartucce da 45 centesimi di pollice (11,43 mm). L'impatto di un proiettile di tale calibro mette chiunque fuori combattimento. A cento metri il suo proiettile può fare bersaglio anche se la sua gittata è superiore a questo limite.
Fu utilizzata in entrambi le guerre mondiali dall'esercito americano e mai dall'esercito italiano.

Calibro: 0.45' (11,43 mm)
Lunghezza totale: 220 mm
Peso (scarica): 1130 grammi
Lunghezza canna 127 mm
Alimentazione: caricatore amovibile da 7 colpi
Velocità del proiettile alla bocca della canna:253 m/sec
Il fucile mitragliatore Bren è un ottimo esempio di mitragliatrice leggera. È robusto, sicuro, semplice e accurato. La canna è smontabile estraendola per mezzo della impugnatura di trasporto; le mani non vengono mai a contatto con il metallo caldo. È in dotazione ad un solo uomo che può sparare con l'arma a terra o al fianco nella fase di avanzata. Il mitragliatore Bren, con il caricatore posto in alto per facilitare il trasporto, ha i punti di mira decentrati a sinistra il che significa che non è adibito per ai tiratori mancini. I difetti stanno nel caricatore di cattiva progettazione e nella cartuccia senza risalto i cui fastidi non furono mai completamente risolti. Il Bren fu largamente utilizzato in tutto il mondo e ne vennero prodotti 300.000 esemplari. Fu utilizzato dall'esercito italiano fino a primi anni '60.

Il calibro del mitragliatore Bren è .303' (7.7 mm) per una lunghezza totae di 1155 mm e un peso di 10,150 kg. È alimentato con un caricatore amovibile da 30 colpi con un ritmo di tiro di 500 colpi al minuto. La velocità del proiettile alla bocca della canna è di 731 metri al secondo.
MITRAGLIATRICE MEDIA BROWNING 1919A4 calibro .30'
FUCILE MITRAGLIATORE BREN MK1
La mitragliatrice nota come M1919 arrivò troppo tardi per essere utilizzata nella prima guerra mondiale. Il primo modello M1919A1 fu concepito per i veicoli corazzati, il modello successivo. M1919 A2, fu progettato per la cavalleria, il modello M1919A3 per l'uso multiruolo e infine la M1919A4 per la fanteria. Quest'ultima serve ancora oggi le forze statunitensi e di molte altre nazioni.
La M1919 funziona a corto rinculo, alimentata a nastro a maglie metalliche ed è restistenza, affidabile, facile da controllare e capace di far fuoco continuo fino a una distanza di oltre 2000 metri. La 1919 fu utilizzata in moltissimi ruoli compreso l'impiego contraereo e installata su aerei e veicoli. La M1919 è montata sull'arco anteriore del carro armato medio Patton M47 in uso nelle nostre forze corazzate.
23 agosto. Poligono di tiro e addestramento al combattimento. La sera in fureria per rispondere alle chiamate telefoniche. Vengo informato che mi è stata concessa una licenza di due giorni + uno di viaggio. Partenza il giorno 25 rientro al 27. Finalmente, dopo quattro mesi e mezzo di naja torno a casa. Due giorni di relax assoluto e per incontrare le persone più care. Dormo come un re. Il materasso di lana è morbidissimo, posare la testa su un cuscino di piume è sognare, le lenzuola leggerissime mi avvolgono in una carezza. Fosse sempre così! Anche con una serie di servizi martellanti sarei sempre in forma. Ma anche i momenti più belli finscono. Ho preso il treno con notevole ritardo sul programma di partenza. Per raggiungere più rapidamente la caserma Bligny, senza perdere altro tempo, a Genova decido per il rapido. 500 lire di sovrapprezzo per 45 chilometri. Mi sembrano tanti.
DATI TECNICI:
Calibro 0.30 (7,62 mm)
lunghezza 1.041 mm
Peso 14,05 chilogrammi
Alimentazione con nastri da 250 colpi
Ritmo di tiro: 500 colpi/minuto
Velocità del proiettile alla bocca della canna: 853 m/secondo
Distanza di tiro utile: 2.000 metri e oltre
Alloggiamento della mitragliatrice Brownig 1919 su carro medio M47
29 agosto. A fine giornata il maresciallo maggiore Quadrelli mi prega di raggiungerlo in magazzino con una squadra di 4 soldati per aiutarlo a riordinare del materiale. Quando sto per coricarmi ricevo l'ordine di prestare servizio come ronda notturna al perimetro esterno della caserma e alle zone limitrofe.
Il 31 sono di sottufficiale di ispezione alla porta centrale quando verso le ore 21 vedo arrivare la 850 coupè di Giuliana. Gentilmente e con grazia chiede all'ufficiale di picchetto il permesso di vedermi per un paio di minuti. Mi consegna un piccolo pacchetto che contiene una scatola ACTIVAROL. È un poco preoccupata per la mia stanchezza, necessito di una scossa. È sicura che mi aiuterà a recuperare le forze. Bene, anche perché domani sera sono di ronda a Savona.
La Fiat 850 fu prodotta nel 1964 per riempire il vuoto che vi era tra la 600 e la 1100 e fu prodotta fino all'inizio della crisi dell'auto degli anni settanta. Aveva il motore posteriore e ne furono vendute oltre 2 milioni e 200 mila esemplari. IMG fonte web.
1° settembre. Il C.A.R. avanzato è finito. Entro il giorno 5 tutte le reclute dovranno lasciare la caserma Bligny.
Il 4 sera sono di ronda a Vado Ligure e alle tre di notte dovrò alzarmi per accompagnare le reclute in stazione. Mentre dispongo i vari gruppi per le partenze incontro un A.C.S. in servizio alla caserma Revelli di Arma di Taggia. Mi dice che è oppresso dai servizi e in due mesi ha accumulato sei giorni di camera di punizione semplice per proteste agli ordini.

Oggi inizia l'INTERCAR. In caserma ci sono solo i graduati, i sottufficiali, gli ufficiali e i soldati del plotone comando. Il servizio di ronda è stato soppresso come il servizio di sergente di giornata. All'ordine e alla pulizia delle camerate dobbiamo provvedere noi. Rimane il servizio di sottufficiale d'ispezione alla porta centrale: una volta ogni 5/6 giorni.
Trascorriamo le giornate con piccoli servizi di fureria e la preparazione per l'addestramento delle prossime reclute. D'abitudine, durante l'ora di riposo ci riuniamo per parlare di noi. Raccontiamo storie(lle) della nostra vita premilitare. Più ne raccontiamo più le pirlate si ingrosso. Ascoltiamo con piacere una nuova radio indipendente: RADIO MONTECARLO.
Per tutto il mese di settembre l'atmosfera è serena e rilassante. I permessi per la libera uscita sono concessi fino alle ore 23,30 e questo mi permette di trascorre delle belle serate con Giuliana e le sua amiche. A Savona abbiamo scoperto un buon ristorante, La Tana, si mangia bene, il servizio è ottimo e il prezzo giusto. In media 550 lire a testa. Andiamo a cena una o due volte alla settimana, in tre o quattro coppie. Domenica 11 settembre trascorro un bellissimo pomeriggio ad Albissola Marina e dal 17 al 23 a casa per una nuova licenza di 5 giorni + due. Sono in perfetta forma.
Le trasmissioni in lingua italiana ricevibili sulle onde medie ebbero inizio alle ore 14,00 del 6 marzo 1966 con un gruppo di dj giovani e preparati improntando la programmazione con uno stile spregiudicato e anticonformista. Fra i primi sponsor le multinazionali del tabacco, alla ricerca di nuovi canali pubblicitari. Trattandosi della radio di un paese estero confinante con l’Italia tutto corre liscio e in perfetta legalità (Già allora in Italia era proibita la pubblicità del tabacco).
Da un programma quotidiano di due ore, si passa, nel giro di poche settimane, a quattro ore, poi a otto e infine a tredici, dalle 6,30 alle 19,30. Fra i conduttori il cantautore Herbet Pagani nella trasmissione FUMORAMA sponsorizzato dalla Muratti Ambassador, un programma prevalentemente musicale, dal linguaggio nuovo, legato alla contestazione degli ultimi anni ’60, con una forte vena ironica. Dalla Liguria alla Versilia, dalla Versilia all'Argentario, sotto il sole più caldo, le manopole delle radio cercano i “1466 chilocicli pari a 428 metri”come recitano gli animatori.
Si ascolta una musica diversa da quella mandata in onda da “mamma Rai”, un altro programma cult è LA PAROLINA, condotto da Ettore Andenna, Awanaghana e Federico l’Olandese Volante. A Radio Monte Carlo va in onda il mondo del sole, della spensieratezza, del gioco, della provocazione misurata, senza barriere e censure. E’ una radio “formato vacanza”: lasciato a riposare il mangiadischi, di che cosa possono riempirsi le radioline a transistor sempre più piccole e maneggevoli che spuntano da sotto gli asciugamani o gracchiano al sole appese agli ombrelloni?
Herbert Pagani (Tripoli 25/4/1944 - 16/8/1988), è stato un artista eclettico, anticipatore dei tempi, vissuto troppo poco per poterlo apprezzare appieno. In Italia traduce brani di autori francesi come Brel e Cosma. Fra i suoi successi ricordiamo Cin cin con gli occhiali (presentata senza fortuna a Settevoci condotta dall’allora esordiente Pippo Baudo), Due palme nel blu, Lombardia (versione del brano di Brel "Le plait pais"), Albergo ad ore, Testamento all’italiana, Sai che basta l’amore, Fermati, La mia porta, L’amicizia, Alle Hawai.
Herbert fu uno dei primi disk-jokey. Nel 1966 esordisce a Radio Montecarlo con Fumorama, rivolgendosi soprattutto ai giovani.  Nei 20 minuti di Fumorama si succedono canzoni con testi spesso impegnati o anticonformisti, barzellette, poesie di Neruda, gag dissacranti e una serie di macchiette e personaggi improbabili. E’ Pagani ad inventare i jingles, i veloci stacchi musicali usati come sigle, a condurre diversi programmi destinati ad essere un caposaldo della radiofonia. Nel 1971 si trasferisce definitivamente in Francia, dove rimarrà fino al nuovo trasferimento negli Stati Uniti. Nel 1975 propone a Parigi Megalopolis, una “favola audiovisuale” tratta dal libro di Roberto Vacca Il medioevo prossimo venturo, nella quale racconta una storia ambientata nel 1999 in una città degli Stati Uniti. Herbert Pagani si dedicò anche al disegno e alla pittura. Muore a West Palm Beach in Florida il 16/8/1988, colpito da una rara malattia del sangue evolutasi in una forma di leucemia fulminante e diagnosticata nel giro di pochi giorni.
Albissola- piazzetta pozzo Garitta
Albissola- Dolce vita di spiaggia
1° ottobre 1966. Fervono i preparativi per l'apertura del nuovo C.A.R., l'ultimo dell' anno. In magazzino, sotto la guida del maresciallo Quadrelli prepariamo il vestiario per le nuove reclute suddividendolo per indumenti e taglie.
Il giorno 4 arrivano alla tredicesima compagnia dodici nuovi caporali che ci aiutano a completare il lavoro.
Mi intrattengo volentieri a parlare con il maresciallo Quadrelli, persona affabile, preparata, intelligente e dai molteplici interessi. Con lui discutiamo di vari argomenti. Mi ha mostrato le fotografie, in bianco e nero, della luna che ha realizzato con una macchina fotografica collegata ad un telescopio. Immagini bellissime e nitidissime.
Oggi gli chiedo darmi delle informazioni dell'89° Reggimento, delle sue campagne, dei meriti e madaglie ricevute. Gli parlo del monumento che ho visto per pochi minuti a Imperia che parlava della medaglia d'oro, della battaglia del Don, della divisione Cosseria.
Divisione Cosseria
La divisione Cosseria prende il nome della celebre battaglia di Cosseria (piccolo comune, sulle montagne a nord di Savona) avvenuta il 13 aprile del 1796. Le truppe di Napoleone Bonaparte invasero la Val Bormida scontrandosi con le truppe Austro-Sabaude nelle battaglie di Montenotte, Cosseria e Dego. Il centro della battaglia fu il castello in rovina di Cosseria che vide rifulgere l'eroismo dei soldati sabaudo-piemontesi. 500 austriaci e 500 piemontesi arroccati in cima al monte furono assiedati da 6.000 soldati francesi. Per due giorni e una notte gli austro-piemontesi respinsero tutti gli attacchi. Rimasti senza munizioni, viveri ed acqua si arresero, per quanto avessero inflitto al nemico molte più perdite di quelle subite (morirono circa 1.000 Francesi contro 150 austro-piemontesi). Agli sconfitti fu concessa la resa con l'onore delle armi.
Nel 1935, l'89° Reggimento venne inquadrato nella divisione Cosseria e prese parte al conflitto in Etiopia.

Il 25 marzo 1938
, unitamente al 90° Reggimento e al 37° artiglieria formarono la Divisione Cosseria.

Nel giugno 1940 la divisione fu schierata sul fronte alpino occidentale (la battaglia delle Alpi) entrando vittoriosa in Mentone.

Nel 1942 venne inviata in Russia. Dopo aver subito gravi perdite venne rimpatriata nella primavera del 1943 e sciolta con gli avvenimenti dell'8 settembre.
Cartolina illustrata della resa di Cosseria con i soldati piemontesi che sfilano con l'onore delle armi.
Cartolina con l'organico della divisione Cosseria nel 1935/1936 nella guerra d'Africa. In alto le rovine del castello.
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